Il lavoro nel sociale e la cooperazione internazionale possono essere delle opportunità di dialogo con realtà marginalizzate che sempre più si rivelano ricche di stimoli. Il confronto con realtà diverse dalla propria e l’utilizzo dell’arte come pratica educativa vengono assunti a strumenti capaci di promuovere una apertura dei giovani al proprio territorio e di responsabilizzarli al loro ruolo di cittadini attivi e partecipanti.

Obiettivi portanti del progetto sono:

un lavoro costante con un gruppo di ragazzi italiani che vivono in situazione di emarginazione sociale e scarsa autostima, utilizzando lo strumento del laboratorio artistico come mezzo educativo;

un lavoro con un gruppo misto di ragazzi di diversi paesi in situazione di marginalità sociale. Il confronto tra giovani di diversi paesi avrà come strumento principale la creazione di arte. La tradizione brasiliana di una pedagogia legata all’arte (Paulo Freire e Augusto Boal fra gli altri) costituisce lo sfondo per un lavoro che fa della stessa un mezzo di comunicazione, espressione e libertà per ragazzi nati in condizioni di svantaggio sociale;

un dialogo tra istituzioni sociali e operatori di diversi paesi del mediterraneo. Le varie  esperienze che si sviluppano in diversi contesti sociali possono essere particolarmente stimolanti per una rielaborazione delle politiche sociale anche nelle periferie italiane. Il dialogo tra Primo e Terzo Mondo, apportando il suo contributo di cultura non omologata e considerato come interlocutore alla pari, può offrire la possibilità per una discussione costruttiva sulle strutture della nostra società.